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| Titolo | Il secolo del jazzArte, cinema, musica e fotografia da Picasso a Basquiat | | Autore | Soutif Daniel
| | Prezzo | € 71,25 (Prezzo di copertina € 75,00 Sconto 5%) | | Disponibilità | Non disponibile
| | Editore | Skira | | Anno | 2008 Milano | | Dati | pp. 448 rilegato tomi: 1 formato: 4° illustrato B/N lingue: italiano inglese francese ISBN/ISSN 8861307483 | | Descrizione | Il volume pubblicato in occasione del grande evento espositivo al MART di Rovereto vuole aprire un approfondito dibattito critico su uno degli intrecci epocali più curiosi e interessanti del XX secolo: il jazz non fu infatti solo uno straordinario genere musicale, che rivoluzionò i canoni tradizionali della musica, ma rappresentò anche un nuovo modo d'essere della società del '900 e un fenomeno che influenzò profondamente la storia artistica del secolo scorso.
Il jazz rappresenta, insieme al cinema e al rock, uno dei principali fenomeni artistici del XX secolo. Nata nei primi anni del Novecento, questa musica ibrida lo ha attraversato accompagnando ogni aspetto della cultura mondiale con i suoi ritmi e i suoi suoni. Il Secolo del Jazz vuole proporre una lettura pluridisciplinare suddivisa in ordine cronologico di questa complessa vicenda, illustrando al pubblico come la colonna sonora del jazz abbia improntato tutte le altre arti, dalla pittura alla fotografia, dal cinema alla letteratura, senza dimenticare, naturalmente, la grafica o il fumetto. Picabia, Gleizes, Man Ray, Janco sono tra i primi artisti ad accogliere con entusiasmo la nascente musica afro-americana, seguiti a ruota da molti altri artisti come Otto Dix, Max Beckman o Frantisek Kupka. Il jazz diventa una fonte d'ispirazione rivendicata da molti pittori modernisti americani degli anni venti e trenta. Le opere astratte di Arthur Dove o quelle più ambigue di Stuart Davis costituiscono, tra le tante produzioni, un esempio emblematico. Poco più tardi, un altro pittore di prima grandezza, Henri Matisse, intitolerà Jazz uno dei libri d'artista più noti del XX secolo. Il rapporto privilegiato tra jazz e arte si intensifica ulteriormente nel dopoguerra. Spesso senza il minimo intento illustrativo, i pittori astratti tentano di ritrovare sulla tela la spontaneità e l'improvvisazione propria dei musicisti. Da Jacob Lawrence (con la sua famosa Migration Serie) a Romare Bearden, fino a Jean-Michel Basquiat, la creatività nera nel dopoguerra e nel periodo contemporaneo non cessa di crescere e perfezionarsi, assumendo una specificità sempre più marcata. Infine, attorno agli anni sessanta, divenuti pop, minimali, concettuali, poveristi, in una sola parola contemporanei più che moderni, molti artisti attingono comunque, ciascuno a suo modo, al jazz e dintorni.
Rovereto, Museo di Arte Moderna e Contemporanea di Trento e Rovereto 15 novembre 2008 - 15 febbraio 2009
Parigi, musée du quai Branly 10 marzo - 28 giugno 2009
Barcellona, Centre de Cultura Contemporània de Barcelona 21 luglio - 18 ottobre 2009 | |